Daniele Marignoni, grafoanalisi approfondimento (2-a parte)

 

la scrittura di Daniele Marignoni, 1904

 

 

 _________________________   scheda grafologica

Segni grafologici (in decimi di grado):

Ardita 9 – ricci spavalderia 3-4 (rafforzano ardita) – parallela 9 – attaccata  9 – mantiene il rigo 8-9 – legata tra parole 8 (*) – aste rette 8 – acuta 7 – Larga di lettere (LDL) 4 – Larga tra lettere (LTL) 3 – Larga tra parole (LTP) 4   [ le 3 larghezze di lettere, in questa scrittura  le tre strettezze, sono tra loro comunque equilibrate ] – arcuata – angoli del tipo B  7, con angoli a volte appuntiti e a volte smussati – accurata spontanea 7 – fluida 6-7 – pendente 6 – vezzosa civetteria 6 – chiara 6   e  oscura 4 – disuguale metodico 6  in calibro medio – calibro medio (lettere minori alte tra 2 e3 mm.) –  dinamica 6  – confusa 6 – intozzata 1° mod 5 per la giusta vitalità – intozzata 2° modo 3 –  sottolineature – scritture diverse all’interno del testo –  presenza di gettata via alla meglio (in alcuni legamenti e tagli delle ‘t’  e intrecci vari…

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(*)  Una curiosità:

nelle scritture del ‘700 illuministico e nel primo ‘800 il segno “ legata tra parole” era assai frequente, mentre oggi questo segno non si trova quasi mai. Lo avevano, e in grado piuttosto elevato, nell’ordine di 9 decimi, B. Pascal (1623-1662) e G.J. Danton (1759-1794), l’aveva anche Pasteur (1822-1895).

Legata tra parole è il gesto che rincorre la parola successiva e significa sostanzialmente “ passare da una idea all’altra senza rotture e deviazioni”. “Lo scrivente non si accorge delle cose che lo circondano se non entrano nell’ordine della sua logica”. Moretti, che è il Caposcuola della grafologia italiana, aggiunge anche un aspetto somatico: “essendo il pensiero così impegnato, in quanto si restringe il campo di coscienza, la persona con questo segno si presenta spesso con l’occhio fisso, tanto da sembrare assente”.

 

da notare i legamenti:  proprio-fiasco  /  nella-Conferenza-in

e anche:      tiuj-ĉi

 

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Profilo della personalità di

Daniele Marignoni  –  (1846-1910)

Approfondimento

Quella di Marignoni è una scrittura in buona parte figlia del suo tempo. Mi riferisco ad alcuni gesti ammanierati presenti nel suo scritto soprattutto nelle maiuscole iniziali, al rispetto rigoroso dei margini a sinistra e a destra del testo e alla pendenza a destra delle lettere e delle parole: tutti elementi appresi a scuola e conservati anche in seguito che mostrano l’intento di ottenere una  ‘bella calligrafia’.  Mi riferisco anche all’accuratezza grafica che, pur essendo spontanea e non del tutto studiata (per la presenza di ‘gettata via alla meglio’ in diversi legamenti tra le parole), rimane attenta alla forma ed è influenzata da una esigenza estetica che è al tempo stesso esigenza di piacere agli altri, di conquistarne l’ammirazione per la quale si compiace quando riesce ad ottenerla (ricci ammanieramento, accurata spontanea e ricci spavalderia, vezzosa civetteria, pendente).

Riguardo alla pendenza delle lettere verso destra, aggiungerei che questa sua scelta potrebbe essere stata almeno in parte indotta anche dall’utilizzo professionale della stenografia che, nella maggior parte dei metodi insegnati all’epoca in Italia, per se stessa prevede l’inclinazione dei segni stenografici a destra al fine di rendere ancora più veloce la trascrizione delle parole in codice.

Lo scrivente possiede notevoli capacità assimilative perché possiede molta memoria, più sulle cose  materiali che di concetto, è attento e curioso (accurata e pendente), tenace e insistente e con l’inclinazione per la tecnica esecutiva (angoli B per la tenacia e parallela per il tecnicismo).

E’ ipotizzabile che egli abbia ricevuto una educazione piuttosto severa che gli imponeva il rispetto delle regole e delle tradizioni (aste rette in alto grado esprime infatti una certa rigidezza e inflessibilità di carattere e parallela con acuta un certo schematismo mentale, pungente e dogmatico), norme che egli ha comunque ben recepito anche per la facilità, come già detto, nell’ assimilare gli insegnamenti (pendente, fluida, attaccata). E’ persona comunque attiva, che non subisce del tutto passivamente, con una buona dose di dinamismo e di energie da spendere che investe soprattutto nella ricerca di soluzioni (disuguale metodico nel calibro e ardita).  E’ capace di impadronirsi integralmente delle materie oggetto di studio, ma manca di originalità e le capacità immaginative-creative sono inibite da un IO che stenta ad aprirsi al mondo e che tiene saldamente stretto quello che è o che ha (stretta di lettere, angolosa). Più che approfondire ama arguire, e le sue osservazioni sono piuttosto vivaci perché tende alla contraddizione e facilmente sdrucciola nella speciosità, distinguendo e sub-distinguendo, cavillando fino a confondersi (stretta di lettere, stretta tra le parole, acuta, parallela, sottolineature, confusa). L’adozione di una scrittura diversa (dritta piuttosto che pendente) per mettere in evidenza concetti o citazioni di altri è una forma di pignoleria equiparabile alle sottolineature in un contesto di accuratezza e di scarsa malleabilità.

Le sue capacità critiche sono ridotte ma, in ogni caso, proporzionate alla sua sottigliezza intellettiva (stretta di lettere è proporzionata a stretta tra parole). Non è un ipercritico, ma quello che manifesta con la sua pignoleria è piuttosto il suo forte spirito di contraddizione (acuta).

La presenza di una certa cura grafica (spontanea, non studiata) e di gettata via alla meglio (nei legamenti, tra parole, lanciati quasi con noncuranza in avanti fino a congiungersi alla parola successiva) confermerebbero invece l’acquisizione di una propria autonomia di pensiero (guidato dalla logica) che si discosta dal modello assimilato. Per questo accennavo all’inizio che solo parzialmente la sua scrittura è ‘figlia del suo tempo’.

Nella sua maturazione personale dunque gli opposti inconscio e coscienza interagiscono e dialogano costantemente (non è una scrittura statica o stagnante, lo è solo all’apparenza) e gli elementi inconsci – pulsioni,  contenuti affettivi e opzionali – quando vengono portati alla luce sono da lui subito investiti in energia costruttiva, in decisionalità sicura senza esitazioni, e in azioni tangibili, seppur rivestite di audacia e protervia che possono rasentare l’altezzosità o lo sprezzo per sensi di sicurezza e di superiorità, più dimostrativa che sostanziale  (ardita, ricci spavalderia, aste rette 8, intozzata 1° modo 5, pendente e ammanieramenti, dinamica 6).

Intellettivamente

Il suo è un pensiero caratterizzato dalla logica ed egli impiega questa attitudine sempre e in tutto ciò che fa, sia dal punto di vista intellettivo che morale (attaccata e legata). Ascolta le opposizioni degli altri (fluida e pendente) ma non si scompone se incontra delle difficoltà serie: se ritiene dal suo punto di vista che quelle contestazioni non sono logicamente valide, le rifiuta con decisione sempre utilizzando la ferrea logica come argomentazione. Non sempre ciò che è logico è anche vero però, come qualcuno ebbe a dire. La continuità di pensiero e il flusso delle idee, con cui lega le premesse alle conclusioni, è così serrata e intensa che egli, in pratica, sostituisce con la logica il vaglio critico e la verifica. Si tratta di una carenza di riflessione che incide sul tempo (ridotto) che dedica al ragionamento. Senza il prudente controllo della verifica, la sua visione delle cose e del mondo, per quanto arguta, potrebbe cadere nel settoriale e restare nella superficialità.  Il pensiero, sempre in ebollizione, senza pause meditative a volte si fa pure nebuloso in lui (confusa 6 e chiara soltanto 6), perché esse si intrecciano o si accavallano (sovrapposizioni di lettere, anche di lettere tra una riga e l’altra = confusa 6). La sua audacia nasce anche da quel cumulo di desideri e aspirazioni che devono emergere a tutti i costi, perché egli non è un taciturno, né un timido. Il coraggio innato e la sicurezza di sé lo spronano ad intervenire istintivamente e senza freni.

La sua fermezza e determinazione (che ho analizzato a fondo nell’articolo precedente e sono la caratteristica più appariscente) non lo fanno certo desistere dalle imprese anche più difficili e insormontabili. L’ottimismo e la grande fiducia nelle proprie capacità sulla riuscita in ogni circostanza restano comunque sempre ancorati a qualcosa di concreto e, seppur con fatica, si mantengono nei limiti della realtà (calibro medio, chiara 6 è scarso ma sufficiente). Non è un fanatico, perché non si lascia condizionare da facili e inopportuni entusiasmi, e in questo lo aiutano molto la logica e un certo grado di pianificazione dell’azione (mantiene il rigo e attaccata, con disuguale metodico nel calibro per un certo estro e brio, oltre al calibro medio che modera gli effetti).

 

Ricapitolando – Grafologicamente e psicologicamente

in considerazione della complessità e particolarità del personaggio

 

Il segno acuta gli fornisce l’arguzia, il mantiene il rigo esprime tutta la sua costanza nell’ impegno, parallela gli dà quel tecnicismo necessario che rende più organizzata la sua azione, soprattutto nei momenti di confusione e concitazione (confusa), il segno ardita (e i ricci della spavalderia che la rafforzano)  trae forza e impulso dal suo ottimismo di fondo di riuscire in ogni circostanza, e la presenza della tenacia (angoli B) fa sì che gli altri lo rispettino nei suoi legittimi diritti: questi sono tutti elementi che gli consentono di ottenere dei validi risultati. La sua sicurezza interiore, che viene esteriorizzata con atteggiamenti baldanzosi e a volte  temerari, può attirare molte simpatie, soprattutto in coloro che sono timorosi o pieni di dubbi e che per questo ammirano maggiormente la sua (presunta) infallibilità. Anche il suo portamento si atteggia sempre alla sfida. Nei momenti di pericolo egli può essere addirittura un trascinatore.

Capace di atti eroici e di sorprendere con le sue scelte coraggiose e intrepide, è una persona che non rinuncia facilmente, soprattutto se lo scopo che si prefigge è nobile e degno. In tal caso egli fa onore al genere umano. Però, a causa della sua inclinazione alla supponenza, e alla scarsa riflessione, potrebbe commettere degli errori di valutazione (vezzosa civetteria 6 = vanità intellettuale).

 

Attitudini

Una persona con un concetto di sé così forte e intenso, con tale rigore operativo interiore e in stato di continua tensione è portata per lavori che richiedono sottigliezza e abilità discussiva, come le materie giuridiche e  in particolare l’avvocatura, per l’abilità nel colpire (acuta). Persona molto determinata e decisa, ama infatti puntualizzare, distinguere, ribadire, provocare. Sotto il velo della cultura egli nasconde la sua vanità intellettiva e un certo sprezzo generalizzato per eccessiva autostima. E’ portato anche per materie che richiedono molta logica, memoria, un buon livello di attenzione e tecnica: una di queste è stata per lui la stenografia.

(seguirà la versione in esperanto)

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