Tolkien e l’Esperanto: è ancora importante oggi?

Per approfondimenti su questo tema vi rimando al filmato su youtube dove Federico Gobbo (1974), professore ordinario all’Università di Amsterdam, su cattedra speciale in Interlinguistica ed Esperanto, illustra il rapporto tra lo scrittore e l’esperanto. Per Tolkien quale essere umano più sotto vi darò un breve saggio grafologico sulla sua personalità, o meglio su un aspetto davvero caratterizzante della sua personalità.

Anche Tolkien, a modo suo, può essere considerato un ‘pioniere’, per la sua modernità e creatività…., per le sue visioni di mondi diversi, tipico dei pionieri, che possono fare cambiare il futuro….

.

L’uomo TOLKIEN

Il genere dei libri scritti da Tolkien è quello cosiddetto ‘Fantasy’, un genere che va molto di moda ancora oggi, soprattutto tra i giovani ma non solo, tra coloro che desiderano evadere da una realtà monotona ed opprimente, che desiderano vivere emozioni forti e intense (un po’ come Tolkien medesimo).
Tolkien ha inventato lingue, storie, paesi, regioni, miti, canti e strane creature, elfi, draghi, re, gnomi, anelli magici, ecc. Nel suo mondo fantastico e immaginario tutto sembra però più reale del nostro mondo reale. Unico, forse, nel suo genere.


Che persona è dunque Tolkien? Quali moti interiori hanno mosso le sue straordinarie narrazioni, da cui sono stati tratti anche dei film di successo?

L’indagine grafologica potrebbe dare qualche illuminazione in proposito, soprattutto se si mettono a confronto scritto e firma, che presentano moti interiori diversificati.
La scrittura testimonia senza dubbio la sua ricchezza immaginativa, con le forme semplici ma eleganti, abbellite e originali. Inoltre ha la caratteristica (rara) della frammentazione: cioè ci sono distacchi anche internamente alle singole lettere. Questo è indice di una analisi serrata, attentissima ad ogni più piccolo dettaglio, fino alla pignoleria: una attenzione che lo fa deviare però verso altre e nuove direzioni, per l’importanza che egli dà al singolo dettaglio, e che gli fanno perdere il filo del discorso in qualche misura. Nulla viene certamente trascurato….ma Tolkien, in realtà, è poco incline alla introspezione, alla sintesi interiore, anzi si attarda preferibilmente sui dati percepiti dai sensi, predilige l’azione e la prova di forza, il dominio della situazione (la pressione marcata nelle aste discendenti denota grande energia, forza, benessere fisico e pensiero concreto più che astratto).


La sua firma, invece, più movimentata, col suo gesto esteso nella lettera K del cognome fa da spia a moti interiori a cui aspira, fa intravvedere segnali di audacia ed animosità, che non si vedono nella sua vita quotidiana (il testo). Nella firma, che rappresenta di per sé l’IO SOCIALE, ovvero quello a cui aspiriamo, ciò che vogliamo fare vedere agli altri di noi stessi, ci sono racchiuse numerose potenzialità che egli poi trasmette tutte nella sua attività di scrittore. Il segno ardito nella lettera K, dicevo, rende il suo IO assai audace, ardito appunto, capace di affrontare – almeno attraverso la sua immaginazione – le più rischiose e originali avventure. E così è stato. La sua estrema accuratezza e il suo perfezionismo hanno dato alla sua ideazione fantastica una parvenza di realtà, molto apprezzatta dai lettori che vengono travolti dall’audacia dei personaggi creati nei quali si immedesimano (come Tolkien stesso, del resto). Qui sta il suo successo…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...